
Sarà che con l'acqua sono sempre stata in sintonia, sarà che il mare mi piace impetuoso e calmo o buio e lucente e lo scorrere del tempo lo comprendo da un fiume piuttosto che da una pendola, e il bisogno di libertà da un lago anzichè una piazza gremita, ogni volta che attraverso un ponte, anche brutto, che congiunge le rive anche di un fiumicciattolo sporco, ho sempre l'impressione di osare qualcosa di grande. In ogni opera in cui l'uomo ha tentato di convivere in sintonia e intelligenza con la natura ha tentato qualcosa di grande e i ponti per me sono piccoli esempi di felice riuscita.

Per questo a Comacchio mi sono sentita subito a mio agio. Qui si percepisce subito quanto le genti hanno dovuto combattere con elementi così potenti quali il mare, il grande fiume, i venti le intemperie ed imparare nei secoli a conviverci a costo di sacrifici immani, di miseria e di morte.

il grande fiume che sfocia nel mare

Il mare a volte impietoso

Di altre acque e di altri ponti…
Dopo il passaggio
Sul fiume i ponti della notte
sono sulla pelle le dita arcuate della tua mano
-ed echeggiano sordi ai piedi cadenzati,
ai piedi di ferro dei lanzi, carri,
avanzi di sonno e sorrisi sui visi
devastatati delle puttane.
Dopo le prime luci nel morso del freddo
rimane un solco di passaggio
il segno delle orme, l’assaggio
di un dolore che avanza – Già
i fuochi degli incendi là in avanti.
E sul fiume i ponti ghiacciati
sono le dita arcuate della tua mano
che stringono sponde di voci annegate,
dei nostri corpi stanchi e disamorati.
Alberto Prandi - Terrae incognitae - Book editore
Eccomi di nuovo.
Integra, malgrado il dolore alla cervicale, i panni stesi ad asciugare, Veltroni, la polenta, il tormento di Garlasco, gli affetti, il ritorno di Cogne, le mie scuole basse, l’asbesto delle torri, l’Afghanistan e l’epicondilite.
La Sgnapis transita nel suo geriatrico tormento quotidiano ma voglio credere che sia serena. Lo è, accenna sempre una corsa ogni volta che la porto in cortile oppure è demenza senile? Avrebbe 119 anni se fosse umana. Un gran bell’andare dico io.
Avevano promesso pioggia e neve per questo week end, sono ancora qui che aspetto, visto che siamo a metà ottobre e non sarebbe così strano un po’ di neve e un po’ di freddo.
Temo che dovrò attendere ancora molto tempo mi sa, purtroppo.
Adoro la neve, il naso ibernato, il sole gelido, il fiato palesato.
Adoro scoprire di sopravvivere alle avversità anche se solo del clima. Mi piace godere dei panni caldi e del camino acceso, mi piace credere che c’è sempre un rimedio, ammesso che ci sia, anche se io non so cosa significhi vivere in un clima siberiano, ma so cosa significa vivere l’assenza e posso affermare che l’uomo si abitua a tutto, ma proprio a tutto, per cui alla fin fine ritengo che potrei vivere anche in Siberia.
Si gelerebbe anche il dolore della mia cervicale.
Una vera fortuna.
Ci sono giornate sospese, dove non si attende nulla, ma si è pronti a tutto, silenziosi con una bomba in tasca al posto delle gomme da masticare e nell’altra tasca un mazzo di carte per una partitina. A me piace giocare a carte.
Quelle giornate in cui immobili, si sta e basta e tutto rimane immobile.
Forse è meglio così.
“Il naturalismo è lontano dalla natura. Più naturalistico è un dipinto tanto più diventa una salma di cera.
Disprezza il tempo.”
Sono d’accordo con Willi Baumeister

Non perchè mi fosse particolarmente simpatico, nemmeno perchè lo ritenessi particolarmente bravo, come più volte hanno sottolineato al tiggì, ma per solidarietà.
Come avvenne dieci anni fa per Madre Teresa di Calcutta che morì poco dopo Lady D, che non dico che non se la filò nessuno, ma di certo non ebbe la stessa eco mediatica che ebbe la morte della top principessa con la quale ci tormentano in continuazione, anche lui poveretto ha avuto la sfortuna nella sfortuna di morire poco prima di un grande, grandissimo.
Purtroppo, Luciano, persona immensa e artista di levatura straordinaria ci ha lasciato e involontariamente ha soffiato la popolarità al Gigi che poveretto è morto così presto, così giovane così in silenzio che pare neppure vero.
Così, già dimenticato in vita a causa di una storia giudiziaria alla Tortora che lo condannò all'oblio, nemmeno nel momento della morte, quale personaggio conosciuto, ha avuto l'ultimo momento di gloria, tanto che Baudo in un saluto d'addio a lui dedicato, ricorda la morte del Maestro avvenuta la notte prima.
Da quel momento di Sabani non ne ha parlato nessuno.
Allora lo voglio fare io, ancora, quando Modena è sommersa dalla tristezza di miglialia di persone che dalle prime ore del mattino di ieri hanno sfilato per l'ultimo saluto, quando i funerali di oggi alle 15,00 sono considerati un evento mondiale, quando le grandi cariche, i grandi artisti i nobili e i reali del mondo presenzieranno e piangeranno una delle più belle voci esistite al mondo.
Spiritualmente sono con loro, in particolare con gli amici modenesi, perchè di Luciano mi piacevano soprattutto il sorriso e la dolcezza che li consideravo più grandi ancora della sua bellissima voce.
Ma poi sto con Gigi ancora un po'.

Per anni, per merito di una mia amica che mi ospitava gratuitamente, ho fatto le vacanze in Costa Smeralda. Già allora sapevo di essere privilegiata, ma crescendo ho capito davvero quanto lo fossi. Per i luoghi ovviamente, a tratti davvero magici per colori e profumi, a parte la fauna bipede di cui era invasa ogni estate e di cui se se sarebbe fatto volentieri a meno: i ricchissimi e i Vipssss.

Costoro, artisti, magnati, industriali, politici, arrivavano con qualsiasi mezzo aereo, terrestre o marittimo con predilezione per quest'ultimo perché permetteva loro su yacth ancorati al largo di tenere sotto controllo tutta la baia, a debita distanza, con un bel po' d'acqua in mezzo a sancire diversità oltre che di vedute anche di portafoglio. I "nobili" senza blasone insomma, ma con tanto di splendente castello galleggiante in vetroresina, con o senza alberi. Poi li trovavi casualmente sparsi qua e là; dentro una boutique, una gioielleria, un bar a sorseggiare un drink, in un ristorantino a piluccare un’aragosta alla catalana. Sempre belli. Con quelle messe in piega tutto casual costate le 500 mila di allora, con uno straccetto spesso bianco, buttato su per caso ma che essendo un Ferrè o un Armani piuttosto di un Rocco Barocco o Valentino ad un’occhiata attenta ti accorgevi della differenza dal tuo comprato in un mercatino nell’ultimo viaggio in autostop che straccetto lo era davvero.

Senza contare i costumi da bagno che facevano occhiolino da sotto lo straccetto, con ornamenti e ricami in oro e catene e gioielli che pensavi che tutti facessero sub e fossero le nuove zavorre di tendenza.
Però erano belli. Quasi tutti, anche quelli che non erano famosi ma erano solo schifosamente ricchi.
Belli. Abbronzature perfette ovunque, anche nella trachea, capelli sempre in ordine, anche quelli che ne avevano 3 e soffiava sempre il vento e questi 3 peli combattevano contro la forza della natura vincendo sempre, fisici scultorei, tonici, sodi, palestrati e massaggiati con costanza, si vedeva, gambe perfette, glutei da dio greco.
Insomma, questi Very Importan People di tanti anni fa erano belli tutti, liftati tutti o comunque ben curati e tenuti, si guadagnavano con onore il loro marchio di appartenenza. E li guardavi quasi con timore reverenziale stagliarsi all’orizzonte, così pendant con le rocce rosa e il mare smeraldo, con un filo d’invidia e profonda ammirazione, consapevole che tu non saresti mai stata una di loro. Almeno per il giro fianchi.
Poi la vita mi ha portato su altri lidi, anche sardi, ma lontani dallo splendore della Smeraldina.
E ho girato un po’ qui un po’ là, poco estero, molta Italia che è bellissima anche se dannatamente cara, fino a sforare quest’anno sulla Costa Azzurra. Che è azzurra davvero par bleu! Passi Ventimiglia (un girone dantesco) che ha il mare color verde bottiglia-marroncino e come batti suolo francese è già verde acqua con riflessi smeraldo e blu cobalto. E’ la rifrazione della luce dice il mio fidanzato, è il fondale ribatto io. Forse il cambio dal blocco appenninico a quello alpino.
Non lo so, di fatto, il mare che si ammira dalla Croisette, ricorda quello isolano facendomi venire una nostalgia pazzesca. Decidiamo di pranzare a Cannes, proprio sul mare, in un ristorante a ridosso di uno stabilimento balneare. 30 euro un lettino, ma con materasso imbottito però. Uno cucito all’altro. Centimetri di sabbia calpestabili per guadagnare la battigia: 3. Però Vip anche lì, e sì, anche a Cannes ci sono i Vipsss o i ricchissimi, si nota dai cestelli di champagne sui tavolini sotto l’ombrellone, dai massaggiatori che girano da un lettino all’altro, dai camerieri in livrea sempre impeccabili anche sotto la randa del sole che servono ogni ben di dio, ogni capriccio di gola.
Eppure, rendendomi conto di essere in un luogo di certo non accessibile a molti portafogli, manca l’allure che percepivo anni fa. I gioielli ci sono eccome, alcune signore sembrano alberi di natale, i soldini, tanti, ci sono, basta guardare le pietanze servite, aragoste, caviale e via dicendo, le bevande pregiate e rigorosamente nel ghiaccio, gli stessi straccetti, sempre bianchi, che a ben guardare portano le stesse griffes, le messe in piega a occhio e croce sono da 500 euro, eppure qualcosa non torna. Poi l’occhio mi cade sul posteriore di una signora a cui è caduto un oggetto e si è chinata a raccoglierlo e ho la folgorazione: questi Vip, malgrado i loro soldi e le loro movenze da gran signori
sono TUTTI bruttissimi.

La cellulite impazza in tutta la sua ferocia, adipe a gogò, doppie pance, tripli menti, maniglioni antipanico, abbronzature pezzate che manco io che soffro di vitiligine, caviglie che sembrano dirigibili, trippe che sembrano mongolfiere. Insomma sembra la valle degli orrori. Ma siamo a Cannes perbacco, un po’ di ritegno! E noi poveri mortali, che riusciamo a calpestare il suolo dove loro mettono i piedi, forse un'unica volta nella vita, siamo costretti a vederci deturpato l'azzurro paesaggio così? Nemmeno il sogno ci concedete? Nemmeno l'illusione ci lasciate, che ricorperti d'oro e danaro anche noi saremmo bellissimi e impossibili? Ma allora andiamo a Riccione che con il fitness spiaggiaiolo e il liscio alle 6 di mattina hai divertimento assicurato e chissà, magari puoi farti venire due chiappette sode da far invidia a tutta la Croisette.
Bentornati a tutti:)

Mi sento come loro in questo momento: stanca come un somaro. Lasciatemi lamentare un po' suvvia...
Sono 3 e sono stati assunti dal bravo Sindaco Mario Cicero che ha avuto una bella idea davvero.
Mi ha fatto sorridere questa notizia l'altro giorno, mentre ascoltavo la radio e sotto la randa implacabile pestavo l'acceleratore per andare al lavoro.
Lavoro...Se non c'è è drammatico ma quando è troppo a volte si vorrebbe buttare la testa contro al muro.
Per cui loro 3 sono stati assunti dal Sindaco di Castelbuono in provincia di Palermo, perchè sono degli sgobboni, non inquinano costano poco e rispettando l'ambiente, tutelano maggiormente i centri storici dei piccoli comuni, che noi in Italia abbiamo la fortuna di avere numerosi e preziosi oltre che bellissimi.
E poi volete mettere la poesia del suono degli zoccoli sul selciato a confronto di un rombante motore diesel? Se poi la marmitta fosse difettosa...
E poi lavoreranno 5 ore al giorno e non trasporteranno più di cento chili alla volta; raccolta differenziata, ma senza trottare, pian piano, magari mangiando una carota ogni tanto.

Chissà che un giorno massacrati dai doppi turni, da una mole di lavoro straordinario non arrivino a dire: sono stanco come una Sgnapis...
Qui : Poeti Per Caso
Pensieri e parole di un gruppo di ragazzi e ragazze che ci regalano i loro pensieri.
Non me ne vogliano se per augurarvi un sereno fine settimana li cito volentieri.
E' bello sentire l'entusiamo che regala la vita.
Auguriamo loro di mantenerlo per sempre.

Proponimenti 2
Non voglio più aver paura di parlare
Non voglio più pensare al mio passato
Non voglio più aver paura di passeggiare
per paura che qualcuno in agguato mi faccia del male
Non voglio più vivere la mia vita solo soffrendo
e pensare al domani perché è breve.
Voglio invece impazzire di gioia e
far diventare ogni giorno magico
Voglio ballare, chiudere gli occhi e sognare
senza che nessuno venga ad aprirmeli
Voglio solo pensare a ciò che è bello
ed eliminare tutto il resto.
Momina – 16 anni
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Non voglio più sentirmi sola e abbandonata
Non voglio più coricarmi
e pensare a come sarà la mia vita futura
Non voglio più perder tempo su vecchi fogli ingialliti
pieni di pensieri futili
Non voglio più la nebbia a offuscare i miei occhi.
Voglio invece che il sole si riveli a me
in questa strada deserta
Voglio realizzare i miei sogni
Voglio raggiungere il traguardo della mia vita.
Vanessa – 16 anni
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Non voglio più pensare al passato
Non voglio più stare a casa ad annoiarmi
Non voglio più essere triste
Non voglio più tenere segreti
Voglio sapere tutto
Voglio andare sulla luna
Voglio stare con il mio amore per sempre
Voglio girare il mondo
Voglio sempre il sole a svegliarmi la mattina
Voglio vivere.
Vasyl (Ucraina) – 17 anni
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Non voglio più sentirmi piccolo e costretto
Non voglio più essere leale con le diavolerie del mondo
Non voglio più subire oltraggi da stolti
Non voglio più guardare l’insieme e perdermi i dettagli
semplicemente sopravvivendo.
Voglio invece crescere come un fiume in piena
ed essere risanante
voglio incazzarmi per distruggere la malvagità
voglio picchiarmi il cuore per comprendere la mia dolcezza
voglio
invece
vivere.
Alberto – 17 anni

Siamo state in casa ieri sera, ognuna vestita in modo diverso a seconda della quantità di sangue che gli scorre nelle vene.
Abbiamo mangiato cose prelibate, cucinate da due maestre dei fornelli.
Abbiamo bevuto cose prelibate, perchè si sa, non si possono gustare cibi deliziosi senza innafiarli a dovere. Sarebbe un sacrilegio.
Abbiamo riso tanto e parlato di noi, subito, senza timori, senza reticenza, come se il tempo e i chilometri e la fatica di vivere anzichè allontanare, sancisse la consapevolezza di poter concedere fiducia.
Le donne sanno stare insieme anche così e quando lo fanno sono indispensabili le une alle altre.
Insostituibili.
L'amicizia è un dono prezioso, che auguro a tutti gli uomini e a tutte le donne di buona volontà.
Queste bellissime immagini sono del mio amicoLeo

A che livello di falsità può arrivare un uomo per raggiungere il suo scopo?
:- Ma tu russi?
:- Io? Mai russato in vita mia. Dichiarò con una certa enfasi il vil marrano.
Per poco non svenni, io che ho il sonno leggero, che non tollero il minimo rumore, che in vita mia ho speso una fortuna in logistica per assicurarmi una stanza solo per me e le mie difficoltà morfeiche. Io che coi tappi per le orecchie ho stipulato un patto di non belligeranza solo di recente, perché i bastardi uscivano sempre o mi davano l’impressione di scoppiarmi nel cervello. A sentire una frase del genere mi si allargò il cuore.
Alla prima notte insieme, in cui con animo lieto tentai un sonno affiancata ad un essere umano, lui nelle fattispecie, dopo due secondi due che mi ero sdraiata mi avvolse... con un abbraccio penserete, no, mi avvolse un branco di cani che latravano alla luna. Lui nella fattispecie, che oltre ad emettere suoni sconnessi, come appoggia la testa sul cuscino è già addormentato.
Mi ha sconvolta la sua faccia di tolla, così sconvolta, che non l’ho nemmeno ammazzato.
Dormiamo separati però.
:- Nooooo, il calcio m’interessa sì, ma non in modo particolare…Ecco i mondiali non li perdo di certo, ma per il resto…
Sospiro di sollievo, io il calcio lo odio. Mai sopportato il Ciotti, buonanima, che col suo vocione allietava si fa per dire, le domeniche pomeriggio uscendo dalle radioline spiccicate alle orecchie di mariti, fidanzati, padri, fratelli tutti.
:- Amore perché guardi al televideo (gli uomini amano molto televideo) anche i risultati del calcio spagnolo? Non bastano quelli nazionali, regionali, provinciali, comunali, parrocchiali, condominiali e dei Cral?
:- Solo un minutino tesoro, m'interessa perché Capello è nel Real Madrid.
Quest'anno che la Juve era retrocessa m'è andata quasi bene, ma con la riammissione in serie A sono spacciata.
Alla faccia dei mondiali!
Dopo aver scarpinato a lungo, sotto il cielo stellato di una bella Verona, abbracciati sotto il balcone delle Giuliette e dei Romei, mi lascio andare ad una considerazione a voce alta:- Che bello, aver trovato finalmente un uomo che ama passeggiare quanto piace a me...
:- Dici a me? Sempre fatto schifo camminare.
E' ovvio che le stelle mi caddero tutte in testa. Ovvio presumere che passata la fumana da innamoramento avrebbe preso l'auto anche per andare al cesso.
Da quando però ha realizzato, mentre parlavamo di quanto gli uomini a volte abbiano il paraocchi e che quando sono convinti di una cosa hanno l'elasticità mentale di un pilone di cemento, appunto, che anzichè un 42 di scarpe in realtà porta un 43 abbondante e che i piedi non gli fanno più male e che non sudano nemmeno, cammina molto più volentieri.
Santa pazienza!
La sera prima del primo appuntamento mi chiamò al telefono ed ebbe la disgraziata idea di cantarmi una canzone romantica...
M'incazzai non poco, litigammo subito infatti, perchè la presi come un banale tentativo di abbordaggio di bassa lega. Ma come si permetteva questo qui di cantarmi una canzoncina del cavolo, pensando forse che cadessi in preda al delirio da ugula d'oro.
Di fatto lui ritiene che a cantare My way, ci sia Frank Sinatra e poi lui.
E pure gli amici sostengono che sia molto bravo. Di fatto, da quella nefasta serenata da scatto alla risposta, davanti a me non ha più cantato nemmeno una filastrocca.
Vuoi vedere che questa del Frank è l'unica cosa vera che mi ha raccontato finora?

Guardatemi negli occhi
Non vi mentirei mai...
Già è una faticaccia recarmi al lavoro, col traffico che c'è...
Una volta arrivata, rimanere tranquilla è impossibile
Infatti arrivo a sera che potrei uccidere
Sono così stanca che mi viene quasi da...
Vorrei stare con gli amici...
Andare qualche volta in palestra
Andare a far visita ai miei amici bloggers
Leggere due righe...
pretendere le coccole
Magari organizzare una gita per il prossimo w.e.
invece.....
m'abbiocco come faceva mia nonna...
Ritornerò, più in forma che mai, lo prometto:)