sabato, 21 febbraio 2009




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(Sicilia - Nicolas De Stael)
suggerito da Arfasatto in Stanze all'aria


Cammino con lentezza sullo stretto marciapiede, nel caldo torrido di questo assolato pomeriggio. L’aria ferma profuma di sale marino e punge la pelle arrossata.  Lo sguardo abbassato, nascosto dai capelli e dagli occhiali neri, osserva l’alternarsi dei piedi ornati da grandi margherite  incollate  in punta agli infradito, sinistra, destra, sinistra, destra… la gonna ampia e leggera scivola sui fianchi, ondeggiando di poco.
Silenzio.
Solo l’incedere lascia una lieve traccia strascicata, subito soffocata dal calore sprigionato dall'asfalto, nastro nero tra le file di bianchi muri che fiancheggiano la via principale del paese.
Ogni tanto mi sposto di lato per non prendere contro ai piccoli scuri, scostati di poco, color verde bottiglia, dai quali esce leggera aria fresca di interni in ombra, silenziosi nel riposo domestico.
Un piccolo cane randagio mi precede, siamo solo noi a percorrere la strada verso il mare.

Eppure in questo immobilismo, percepisco che ogni persiana cela un occhio scrutatore, una crocchia fermata da forcine a u, mani sapienti di far pane e uncinetto, berretti calati sulla fronte, la cui visiera blocca l'ascesa del fumo di una sigaretta o il diffondersi dell'aroma  del caffè dopo pranzo.

Qui tutti sanno il mio nome e io non mi sono mai presentata.

La via è lunga e dritta e le piccole case col tetto a terrazza, una attaccata all’altra, sembrano zollette di zucchero. Pochi fiori ad arricchire tanto candore, e questi, coraggiosi come piccoli soldati, dritti e variopinti,  decorano questo paesaggio del sud, in cui tutto sembra ingessato.
Anche il bar, all'inizio del paese, non ha avventori e il barista sembra non essere mai esistito.
Il piccolo cane color biscotto è già una figuretta indistinta sullo sfondo delle saline.



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categoria:finestre
mercoledì, 18 febbraio 2009
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"se la faccia coprirai
tu un'altra diverrai
                                    Non più timida e insicura
                                     ma ardita, forte e dura
quando sul palco monterai
tutto il pubblico stupirai.
                             La paura sparirà
                                e la recita riuscirà."



Così suggerisce la saggia Colombina alla timida Beatrice, simpatica  protagonista della storia di Rosa, Sogno di carnevale.

Una storia per bambini che fa riflettere anche gli adulti. La filastrocca per esempio,  non potrebbe calzare per coloro che si nascondono dietro un monitor?
La Maschera, figura del teatro antico e moderno, che ha permesso di prendere in giro i più grandi del mondo, che ha trasformato giullari e cantastorie in uomini di grande saggezza e ironia è raccontata attraverso la nascita e la storia di tutti i Carnevali del mondo e in specifico d'Italia. Una ricerca preziosa, in cui compaiono Maschere che non si sentono nominare di frequente o che non si conoscono affatto. Libro istruttivo sotto molti punti di vista, che ai bambini quanto ai grandi, sono certa piacerà parecchio.

L'ombra di Babbo Natale, parla di sogni e dell'importanza di portarli nel cuore per sempre. Parla della capacità di stare insieme e volersi bene, nella diversità e nella lontananza. "Giunto il momento di lasciarsi, i due (Babbo Natale e la Befana) si avvicinarono e si baciarono sulle guance ruvide e levigate dal vento. Anche le loro ombre si baciarono volentieri, perchè quando le persone fanno amicizia pure le ombre si affezionano." Parla dell'importanza di non fermarsi alle apparenze e di quanto la guerra e il dolore rubino la cosa più importante che hanno i bambini: il diritto di sognare.

Ringrazio Rosa Tiziana per avermi regalato qualcosa di lei. Mi è piaciuto molto.


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sabato, 14 febbraio 2009
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L'importante è  sentire che ancora ha senso fermarsi e ammirare. Senza nulla da dire, solo guardare e sentire di esserci, ancora.


Dedicato a coloro che sanno fermarsi.


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martedì, 10 febbraio 2009
dongen-le_coquelicot
giorni in cui è più difficile ogni cosa. Anche pensare. Oggi è uno di questi.
A dire il vero è un periodo  così.
Sabato sono andata davanti alla prefettura perchè ho avuto paura.
Un'amica mi ha presa per mano e non mi sono sentita più sola.

Ti lascio un pensiero della nostra amica Trianù, pubblicata dai FEACI. Sono certa che ti piacerà.


L’ispirazzione


Me stavo a arovellà ner tentativo
de compone du rime o quer che sia:
però nun ciò la testa, nun ciarivo,
ché sto a pensà a una grana tutta mia.

 

Me zompa ner cervello mentre scrivo,
si ciò n'idea me se la porta via,
me lassa quer sapore un pò cattivo…
così, scusate, nun ciò fantasia.

 

Quer coso de cui annate tanto fieri,
pe' funge ar mejo, cari li maschietti,
dice er proverbio che nun vo' pensieri .

 

Così succede pure a li sonetti:  
vengheno mosci quanno semo seri:
mejo lassalli drent’a li cassetti!  


da Misticanza, di Anna Maria Marinuzzi

 

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categoria:carlo